abete

Tutte le caratteristiche per una scelta consapevole.

L’aumento del consumo di pellet a scapito del costoso legno, ha portato a una più ampia varietà di materiali per la produzione di questo combustibile ecologico.

Per tale motivo l’industria del pellet ha iniziato a cercare prodotti alternativi come ad esempio i rifiuti delle attività agricole, la silvicoltura e le industrie connesse insieme alla combinazione degli stessi, ottenendo così un’ampia gamma di questi innovativi pellet.

Inoltre, l’entrata in vigore della normativa EN ISO 17225 rende possibile il mercato del pellet di legno sia per uso industriale che domestico.

Meglio il pellet tenero di abete o quello duro di faggio?

 

Comprendere le proprietà del pellet di legno aiuta i consumatori a scegliere con saggezza quando fanno la scorta di questo innovativo combustibile per stufe o caminetti, che si acquista ad un prezzo decisamente vantaggioso rispetto al legno naturale e con un potere calorifero alto e soddisfacente.

Sul mercato terrestre e soprattutto online come ad esempio sul sito https://www.miopellet.it/ i pellets sono disponibili di svariati tipo di legno lavorati ed etichettati come pellet di conifere (abete e pino) o di legno duro (faggio).

Di fronte a queste due qualità, molti utenti a giusta ragione si chiedono quale conviene scegliere per la loro stufa o camino. La risposta non è difficile da fornire, visto che il potere calorico oscilla di poche unità, anche se va sottolineato che il pellet di legno duro come il faggio è considerato tra i migliori.

Quali sono le differenze tra il pellet di abete e quello di faggio?
Il pellet per riscaldamento a legna è fabbricato utilizzando fibre di legno prodotte da sottoprodotti di segatura e legname, e tra le altre cose se questi ingredienti provengono da un albero di latifoglie (faggio) o da uno della famiglia delle conifere (pino e abete) non fa alcuna differenza nella qualità complessiva del pellet di legno inteso come prodotto finito.

Molte aziende specializzate in questo settore infatti spesso vendono un pellet miscelato con entrambi i tipi, e che brucia altrettanto bene rispetto a quando vengono usati separatamente.

Il legno duro come il faggio tuttavia brucia più a lungo o più lentamente a fuoco aperto (stufa a legna, fuoco da campo, ecc.), poiché tale caratteristica deriva dalla maggiore densità o peso del legno stesso.

Il legno tenero invece come l’abete e il pino è meno denso o più leggero, il che significa che le fiamme possono ridurlo in cenere in un modo decisamente più rapido.

Le altre importanti differenze tra il pellet di abete e di faggio

Il riscaldamento del pellet avviene grazie alla compressione delle fibre di legno in una certa dimensione e forma, e con una densità e peso sempre uniformi.

La qualità e l’efficienza possono variare in base al design e al produttore della stufa a pellet, ma si può stare certi che l’acquisto di pellet di legno tenero o misto non farà una grande differenza per il risultato finale e la produzione.

Per quanto riguarda sempre l’abete va aggiunto che è disponibile sia bianco che rosso, ed in tal caso seppur minima esiste una differenza in termini di calorie generate che si attestano rispettivamente su 4650 e 4857 Kcal.

Quali sono le differenze tra il pellet di abete bianco e quello rosso?

Il pellet di abete è più utilizzato anche per la maggior reperibilità della materia prima, essendo le conifere facili da coltivare anche in modo artificiale, evitando in tal caso delle scellerate deforestazioni che arrecano danni all’ecosistema.

Infatti oggi sia i produttori di pellet che le industrie che lavorano il legno come ad esempio per la costruzione di case prefabbricate, optano proprio per questo legno coltivato.

Dopo questa importante e doverosa premessa ritornando al pellet di abete va detto che quello di tipo bianco vanta una buona resa in termini di potere calorifero, mentre il pellet di abete rosso ha un’elevata capacità calorifica e produce cenere residua in quantità minima.

Una volta scelto il combustibile ideale per una stufa a legna o un caminetto, indipendentemente se si opta per il pellet di faggio o per il pellet di abete bianco e rosso, è altresì importante sottolineare che essendo due derivati del legno di buona qualità, anche la pulizia dei suddetti bruciatori è importante per massimizzarne la resa.

L’eliminazione della cenere residua dei precedenti usi serve quindi a renderli più efficienti, e nel contempo anche a risparmiare sul quantitativo del pellet usato, indipendentemente se di legno duro come il faggio o di quello tenero caratteristico delle due qualità di abete.

 

 

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